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giovedì 9 settembre 2010

Lasciatemi cantaaaare!

Eh sì, sono proprio la classica italiana all'estero che non sa stare senza il cibo di casa sua.
Chiariamoci: io amo provare nuovi sapori e non disdegno la cucina tipica estera: dopo l'italiana la mia preferita è l'indiana. Tuttavia dopo un po' sento la necessità del maccherone made in Italy. Qui come scrivevo in un post precedente si trova quasi tutto, le materie prime sono ottime e non è affatto difficile concedersi piatti tipici della cucina mediterronea (no, non è un errore di battitura). Ciò che di italiano si trova sono le classiche cose: parmigiano, prosciutto crudo, pasta, mozzarelle e caffè. Il tutto naturalmente a prezzi da mutuo e il sapore, chenesò, non è lo stesso.
Il discorso relativo al provare nuovi sapori vale anche per Zorro (il bimbo), che da un mesetto a questa parte abbiamo iniziato a svezzare. Basti pensare che gli ho comprato un omogeneizzato che sull'etichetta porta la dicitura "a taste of Africa". Ma...c'è un MA: non si trova la pastina per bimbi!! Avete presenti le varie stelline, tempestine, ecc.? Be', niente. E come facciamo ad abituarlo al maccherone_tu_me_provochi_io_te_magno?



Il problema è presto risolto: mio marito sta per tornare dall'Italia con una valigia di circa 30 kg colma di leccornie per grandi e piccini.
Da lunedì tutti a dietaaahahahahahhaah che ridere!

venerdì 6 agosto 2010

Lo chef consiglia

Dopo aver scritto il post precedente, mi è venuto un leggero languorino. Strano per una inappetente come me.
Con il Fat bastard, o altro vino bianco, ci dice molto il panino che vado a descrivervi. Lo chiameremo il panino Barcelona perchè la prima volta l'ho mangiato lì, in un baretto sconosciuto della Rambla Raval. In effetti il nome sul menù era un altro ma non lo ricordo.
Ingredienti:
pane tipo baguette
pomodoro
avocado
petto di pollo
olio d'oliva

Tostare la baguette solo nella parte interna dove successivamente verrà strofinato (strofinato? vabbè, si capisce) il pomodoro. Quindi versare un filo d'olio d'oliva sempre nella parte interna tostata. Sfracchiare (sfracchiare? vedi sopra) l'avocado fino ad ottenerne una purea, se l'avocado non dovesse essere maturo al punto da poterlo sfracchiare, può essere tagliato a fette sottili. Spalmare la purea sul pane o adagiarvi (adagiarvi mi sa che va bene) le fette. Quindi arrostire il petto di pollo, sfilettarlo e farcire il panino.

Buon appetito!

Varianti
Se non avete la baguette potete usare del pane in cassetta preferibilmente nero/integrale. Io ho provato anche la variante con le fajitas ma non mi ha entusiasmata, il pomodoro non viene assorbito data la consistenza della fajita.
Al posto dell'olio d'oliva potrebbe essere usata la maionese. Occhio a non esagerare con l'avocado perchè, soprattutto se è troppo maturo, potrebbe stomacare (stomacare? E' chiaro: non riesco più a parlare bene neanche una lingua).

Fatemi sapere com'è andata.

mercoledì 4 agosto 2010

martedì 3 agosto 2010

Dicono che sono magro, penso potrei fare di meglio

Un anno e due giorni fa tornavo in Italia dopo poco più di tre mesi trascorsi in Gabon, con parentesi in Camerun, Ghana e Sudafrica. Tornavo con una grossa valigia, molta nausea e 10 kg in meno. Mia maTre all'aeroporto quasi si mette a piangere perchè, secondo lei, ero più simile a un fantasma che a una persona degna di tale appellativo, ma le madri, si sa, tendono ad esagerare.
Causa della perdita dei 10 kg sono stati: un lungo e tormentato inverno di cui non sto qui a scrivere e la dieta forzata alla quale vieni sottoposto in alcuni paesi dell'Africa dove mangi pesce, riso, avocado, ananas, alternati a pesce, riso, avocado e ananas.
Questo è stato un bene soprattutto per la gravidanza, perchè il mio ginecologo, detto anche Bin Laden, non mi ha MAI pesata. Dopo il parto ero tornata in ottima forma e mi ero ripromessa di mantenerla tale. Certo non avevo fatto i conti col Sudafrica dove si mangia benissimo: chi mi conosce sa che sono una buona forchetta e anche un "buon bicchiere" (anche due, grazie). Insomma qui è tutto talmente fresco, le materie prime intendo, che anche il sandwich di Pick'n Pay è sopra la media. Di cibo ne parlerò più avanti magari, perchè vorrei utilizzare questo post per fare un brindisi ai vini sudafricani, a mio modesto avvisto, ottimi. Per ora ho provato solo i bianchi ma non vedo l'ora di provare i rossi: mi dicono dalla regia che il pinotage è la varietà d'uva più caratteristica della regione del Capo, un incrocio tra il Pinot Noir e il Cinsault.
Uno dei miei preferiti per il momento è il Fat Bastard (bianco) che sono certa non essere tra i migliori ma come fare a non comprare un vino che si chiama così?
Oh, sia chiaro, io non sono una che se ne intende di vini: so giusto distinguere uno buono da uno cattivo, so dirvi se sa di tappo, so identificare un vino giovane ma questo è tutto. Sono una, per intenderci, che quando al ristorante è il momento della pantomima, quando cioè il cameriere ti mostra la bottiglia e ti fa assaggiare il vino, fa finta di cercare qualcosa nella borsa, come si faceva a scuola al momento dell'interrogazione(si fa ancora NdProf).
Quello che so è che il Sudafrica è una terra ancora giovane per quanto riguarda la produzione di vino ma il mercato sta crescendo. Io ho la fortuna di vivere vicino Costantia una delle strade del vino insieme Stellembosh, Franschhoek, Paarl, ecc. Qualche sabato fa sono stata qui
Sono una che ama stare in compagnia e si sa: chi non beve in compagnia....ma soprattutto chi non beve, ha qualcosa da nascondere.
Salute!