mercoledì 29 febbraio 2012

Acquisti 2, la vendetta.

Abbiamo restituito il passeggino doppio. Si è staccato un pezzo del "manubrio" senza neanche usarlo e poi è pesantissimo. Non serve. Stranamente ce lo hanno rimborsato, scrivo stranamente perchè negli ultimi tempi è cosa rara.
Ora provo con la pedanina da attaccare al passeggino di number two e vi faccio sapere. Fatto sta che ad oggi sono riuscita a uscire con tutti e due, da sola, solo una volta.
Vorrei essere un canguro.

martedì 21 febbraio 2012

Non siamo soli

Da qualche tempo non dico di sentirmi meno stanca, ma inizio ad accusare meno il colpo. Certo se riuscissi a dormire una notte intera sarebbe meglio, ma vallo a dire a number two. La mia faccia è ancora quella di una un po' sconvolta dalla quotidianità. Consola sapere, come recita il titolo di questo post, che non siamo soli. Ieri, a spasso con number one, incontro il papà di una sua compagna di asilo. Anche lui e la moglie, coraggiosa, inconsapevole e temeraria coppia che ha deciso di fare il secondo figlio a breve distanza dal primo: lui mi inizia a parlare a raffica e mi fa "ma lo vedi come sto? Stamattina A. si è svegliato alle 4.30 e non ne ha voluto sapere di dormire. Dopo un'ora ero già in ufficio. Lo vedi come sto?", mi ripete. E sì, lo vedo, perchè io pure sto così. E lui ancora: "No, vabbè, non si può!". E ci siamo salutati senza sapere se ridere o piangere (forse per lui la seconda opzione visto che stava andando a pagare la retta del nido).
La sera stessa viene a trovarci una coppia a casa per "catechizzarci" in occasione dell'imminente battesimo di number two. Quando ho chiesto se avessero figli lei mi guarda sconfitta e mi fa " uno di 4, uno di 3, uno di 2". Io ho guardato mio marito e gli ho detto: LO VEDI? NON LAMENTARTI PIU'.
Non siamo soli, l'ho detto.

venerdì 17 febbraio 2012

Acquisti

Quando si è neo genitori si spendono molti soldini, questo è noto a tutti, la maggior parte per cose utili e indispensabili: una per tutte i pannolini. Una buona percentuale delle risorse di mamma e papà, tuttavia, se ne va in fumo per cose assolutamente inutili e/o che per varie ragioni non verranno mai utilizzate. Complice di tutto ciò i cataloghi di negozi per l'infanzia,le pubblicità ingannevoli e l'errata (vedremo perchè) convinzione di rendersi la vita più facile. Ci si ritrova quindi con cose stipate negli armadi, ancora imballate, e con altre di cui hai assolutamente bisogno e non hai.
Tra le cose che ritenevo indispensabili, per esempio, lo scalda pappa/scalda biberon con la presa anche per l'auto: mai usato perchè di solito scaldo l'acqua per il biberon prima di uscire, la metto nella borsina termica e all'occorrenza è bella e pronta per il altte in polvere. Lo stesso vale per le pappe, al più la si fa riscaldare nel ristorante/albergo/bar/aereo dove ci si trova. Se poi il bambino mangia la pappa a temperatura ambiente, anche meglio. Intorno ai 18 mesi il problema non si pone più perchè il bimbo mangia più o meno qualsiasi cosa.
Tempo fa mi è stato regalato (ma c'è gente che spende bei soldini per comprarlo) un biberon autoriscaldante: per meglio intenderci ha delle capsule (praticamente delle supposte...so che no è una bella immagine ma rende l'idea) che all'occorrenza si infilano nell'apposita fessura e, tempo 4 minuti, riscaldano l'acqua o il liquido a 37°C. Ora, a parte il fatto che lo si può usare solo per 3/4 mesi in quanto la capienza massima è 170 ml, c'è da aggiungere che non sempre funziona (e la capsula/supposta devi buttarla) e che è PESANTE. Dunque sembra una cosa fighissima ma non lo è affatto, a mio avviso.
Poi ci sono tutti quei biberon anti colica, anti rigurgito, antichenesò, tutti tempestati di accessori che, non solo costano un occhio della testa, sono un grattacapo da montare, smontare e pulire, ma poi il rigurgito e la colica arrivano puntuali.
I giochetti, gommette, cerchietti &Co per massaggiare le gengive, non servono a niente: il primo figlio se le dava continuamente in fronte perchè, tra l'altro, alcuni sono belli grandi e pesanti, il secondo preferisce di gran lunga infilarsi le dita in bocca, poi la mano e presto, immagino, anche tutto il braccio (si sta esercitando molto, ci riuscirà!).
Passiamo ora a quelle cose che, no non mi serve, e invece, ah se lo avvessi preso prima!
Lo sterilizzatore da microonde. Ne avevo comprato uno elettrico ma ci andavano solo 2 biberon, ci si metteva una quantità irrisoria d'acqua che veniva scaldata da una piastra in metallo che dopo un mesetto di uso si è arruginita. Quindi sono passata alla "bollitura" nella pentola normale: se l'acqua è piena di calcare ti rovina i biberon, che devi ricomprare, e se dimentichi il gas acceso perchè nel frattempo stai cambiandoilpannolinoauno e giocandoabubùsetteconl'altro, sappiamo cosa può succedere. Devi ricomprare casa. Quindi mi sono FINALMENTE convertita allo sterilizzatore da microonde e in 5 minuti è tutto bello pulito e igienizzato.
No, io il passeggino doppio non lo voglio, è ingombrante, ne abbiamo già due normali... Il grande camminerà, oppure porterò lui nel passeggino e il piccolo nel marsupio. Oppure il piccolo nel passeggino e il grande sulla pedana che si attacca al passeggino. Oppure mi faccio un trapianto di braccia, e me ne faccio mettere altre due.
Ieri in questa casa è entrato con grande gioia e sollievo di chi vi scrive il passeggino TANDEM! Perchè è vero che il grande è "grande" ma non ha ancora due anni e non è possibile pretendere da lui i km a piedi. Non è neanche prevista una schiena di ricambio e portarlo in braccio quando non ha voglia di camminare.
Rendersi la vita comoda e semplice, questo è il motto. Non farsi infinocchiare ed entusiasmare da quelle che sono vere e proprie cagate.
Certo tutto questo io l'ho imparato a mie spese e quando mi permetto di dare dei suggerimenti a qualche amica o conoscente in attesa, vengo anche guardata come quella che "ecco ora deve dirmi cosa devo o non devo fare".
La crisi c'è, ma non nel settore baby, credetemi.

martedì 14 febbraio 2012

Congedo parentale

Il dado è tratto: ieri ho chiamato la scuola e ho comunicato che per quest'anno non tornerò. La decisione è stata ben ponderata: in soldoni e in stanchezza, non mi conviene rientrare. Dovrei svegliarmi tutti i giorni alle 5 per arrivare in tempo, considerando che intorno alle 2 ci si sveglia ancora per far mangiare il piccolo, la cosa è improponibile. Quest'anno infatti mi è toccata una scuola a un'ora e mezza da casa, dietro l'angolo. Il lavoro mi mancherà, perchè nonostante sia uno dei mestieri più maltrattati, è l'unico che mi piace fare e che mi fa sentire bene. Mi mancherà anche perchè tornare al lavoro sarebbe come tornare a quella normalità che farebbe bene anche alla mia pressione arteriosa, ma non è proprio il caso, davvero.
L'anno prossimo poi ci organizzeremo e a dire il vero già non vedo l'ora.

Un mondo migliore

E finalmente è uscito il sole, ma non si può uscire perchè se esci rischi di romperti una gamba scivolando su quelli che una volta erano marciapiedi o spaccarti la testa con i cumuli di neve e ghiaccio che cadono dai cornicioni. Ieri però mi sono presa qualche ora per andare a fare shopping e respirare un po' d'aria. Sono tornata che puzzavo come il tubo di scappamento di un autobus di linea: ma con la neve l'aria non dovrebbe essere più pulita?
Vabbè ma che fa, stasera inizia Sanremo e sarà un mondo migliore per tutti.

venerdì 10 febbraio 2012

Ne parlano tutti

Ne parlano tutti, lo so. C'è da dire tuttavia che, davvero, nevicate così non se ne vedevano da anni: solo oggi ne sta facendo tanta come in tre giorni consecutivi. Chi vi scrive non lo fa nè da un atollo delle Maldive, nè dal Tirolo ma da una città di mare dove in estate si toccano i 40°C e il 90% di umidità (un simpatico clima).
Noi ci scaldiamo così, anche se non siamo tirolesi.



Per dovere di cronaca devo precisare che i pinguini sono africani, ma non hanno sofferto sul set fotografico (il balcone di casa).

giovedì 9 febbraio 2012

La dea Kali

La mia vita sociale da quando è arrivato il secondo si è di gran lunga dimezzata, se non, oserei dire, annullata. Non che la cosa mi faccia penare, visto che non sono mai stata una grande viveur ma certo è che alcune cose fondamentali mi mancano: andare con una certa periodicità dal parrucchiere e/o dall'estetista e/o a fare del sano shopping e/o andare al cinema.
I contatti con le amiche li riservo alla sera via sms e uno degli ultimi recitava più o meno così "Ciao, ho svoltato una mezz'ora con i palloncini. Poi bagnetto a Zorro che si è sfranticato nella vasca e ora sembra Mohamed Alì dopo un incontro; poi preparo la cena ma Sancho decide di fare la cacca fino al collo, dopo averlo appena preparato per la notte. Ci sentiamo domani".
Allora: la prima parte, quella dei palloncini, si riferisce al fatto che, in queste giornate di tormenta di neve, ci si inventa un po' di tutto per far passare le ore in casa. Non che uno non voglia uscire ma, a parte il fatto che per me, con tutti e due, è ancora un'impresa epica riuscire a farlo senza l'aiuto di qualcuno, si aggiunge il rischio di tornare a casa con qualche arto fratturato per via dei marciapiedi che sono diventati delle piste da hockey (sul ghiaccio ovviamente).
Quella stessa sera, prima dell'sms, mi sono ritrovata a pensare di scrivere questo post mentre, più o meno contemporaneamente,
1.cucinavo per Zorro;
2.avvertivo un certo odorino provenire dal pannolino di Sancho;
3.cambiavo Sancho mentre Zorro correva col trenino intorno al fasciatoio urlando "mamma, guadda, tenino ciuffe ciuffe";
4.1 con una mano aiutavo Zorro a mangiare;
4.2 con l'altra mano davo il biberon a Sancho;
4.3 con l'altra mano ancora mi preparavo e cercavo di mangiare una insalata (preparavo...vabbè...aprivo la busta di quella già pronta).
Con l'altra mano? Direte voi. E sì, giuro che a un certo punto mi sono guardata intorno pure io per capire da dove uscisse e come riuscissi a fare tutte 'ste cose insieme.
Ciuffe ciuffe.

giovedì 2 febbraio 2012

alle 6 del mattino

Quando alle 6 del mattino ti ritrovi a scrivere un sms che recita "comincio a essere un po' stanca" capisci che sarà una lunga giornata. La conferma ti viene data poi dal tempo di mierda che fa fuori(=non si esce), dal fatto che oggi non verranno nè la baby sitter nè la signora che aiuta in casa, che mi chiama per dire che ha "quel virus che prende la pancia": la gastroenterite signò.
Zorro guarda ancora un po' i cartoni mentre Sancho Panza dormicchia. Io mi faccio un altro caffè, giusto per mantenere alto il livello di nervosismo e cerco di inventarmi qualcosa per far passare le prossime 12 ore.
E buona giornata anche a voi.